AISAputo che si fa? Progetto di terapia occupazionale

Nel secondo semestre del 2019, AISA Sezione Lombarda ha avviato in collaborazione con il Dr Yuri Maritan un progetto di terapia occupazionale dedicato ai nostri pazienti.

Il progetto è stato avviato in via sperimentale su un piccolo gruppo di pazienti che hanno risposto con molto entusiasmo e partecipazione. E’ stato quindi deciso di portare avanti stabilmente questo lavoro.

Panoramica

La Terapia Occupazionale è una disciplina riabilitativa orientata verso la persona e il suo ambiente di vita. Ha l’obiettivo di garantire il benessere psico-fisico attraverso il “Fare” e il raggiungimento del più alto grado possibile di autonomia e indipendenza. Laddove tale obiettivo non fosse auspicabile, si lavora con la persona per garantire un livello soddisfacente di partecipazione nelle attività di vita quotidiana. Gli interventi hanno infatti la peculiarità di strutturarsi sfruttando le attività della vita quotidiana e quelle significative (occupazioni), calando la persona in situazioni reali e concrete che mettano in gioco aspetti motori, procedurali, cognitivi, relazionali ed emotivi. ll progetto riabilitativo si fonda su un sistema di occupazioni ampio e variegato, basato sugli interessi, i valori e la storia della persona stessa. L’approccio bottom-up e client-centered permette di pensare ad una presa in carico che sia olistica e personalizzata. Ciò significa sfruttare come mezzo e fine terapeutico ciò che per la persona è importante. Le possibilità sono infinite perché si può lavorare su attività quali la cucina, l’igiene personale, vestirsi, truccarsi, il giardinaggio, il lavoro, il gioco e tutto ciò che la persona ritiene rilevante e porta quindi in terapia. Il terapista occupazionale lavora con la persona sugli aspetti limitanti, orientandosi verso un approccio mantenitivo o restitutivo, valorizzando i punti di forza e le risorse dell’individuo. L’intervento è anche di tipo ambientale e il terapista occupazionale agisce attraverso l’introduzione di ausili, l’abbattimento di barriere architettoniche, l’addestramento del caregiver e la valorizzazione dell’ambiente sociale.

Gli interventi si rivolgono a diversi ambiti clinici: neuropsichiatria infantile, fisiatria, neurologia, demenze, psicogeriatria e psichiatria. 

In particolare, il progetto di Terapia Occupazionale con AISA è stato pensato per muoversi con e verso i loro pazienti. “AISA-puto che si fa?” nasce dall’idea di voler creare uno spazio che dia alle persone la possibilità di fare, scegliendo cosa e potendo contare su attività e ambiente adattati e che favoriscano la partecipazione di tutti i membri. Prioritario rispetto all’avvio del progetto era costruire un setting per il gruppo, dove questo potesse consolidarsi, mettersi in gioco e porsi obiettivi comuni. Dove agire, dove collaborare, dove investire le proprie energie e il proprio impegno, dove partecipare con soddisfazione e sperimentare l’effectance. Il focus è permettere al gruppo di produrre un effetto sull’ambiente circostante. 

Lo strumento di lavoro basilare è il Fare. Inizialmente catalizzatore della relazione sociale, è poi diventato l’effetto prodotto dalla relazione stessa. La prima parte del progetto, infatti, ha permesso ai membri di conoscersi meglio, avendo l’occasione di esprimersi, di collaborare e di imparare a negoziare. Il gruppo così costituitosi è stato poi in grado di formulare degli obiettivi comuni e di pianificare dei progetti che consentissero loro di raggiungerli.  

I Modelli teorici di riferimento per questo progetto sono il Modello Vivaio (MOVI – Cunningham, Gibertoni) e il MOHO (Model of Human Occupation – Kielhofner).

 

Obiettivi

  1. Favorire la collaborazione, lo scambio relazionale e l’identificazione di obiettivi comuni da raggiungere.
  2. Sostenere le scelte personali.
  3. Sperimentarsi come gruppo attraverso attività di gioco per facilitare l’interazione sociale e per stimolare le abilità cognitive.
  4. Sperimentarsi attraverso attività artistiche e creative per favorire l’espressione del Sé, allenare e mantenere le abilità manuali e contribuire alle raccolte fondi dell’Associazione (nuovo ruolo occupazionale).

Iniziativa Dono di Squadra 2026
Supporto psicologico: Insieme, oltre la diagnosi



Quando una diagnosi di atassia entra in una famiglia, 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼 𝘀𝗲𝗺𝗯𝗿𝗮 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝘀𝗶. Le parole del medico diventano un confine che separa un "prima" e un "dopo", dando inizio a una sfida quotidiana complessa e imprevedibile che coinvolge non solo chi riceve la diagnosi, ma l’intero nucleo familiare.

In questo scenario, 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗲𝘁𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝘀𝘂𝗽𝗽𝗼𝗿𝘁𝗼 𝗽𝘀𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼, 𝗱𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮𝘁𝗼 𝗮 𝗽𝗮𝘇𝗶𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗲 𝗰𝗮𝗿𝗲𝗴𝗶𝘃𝗲𝗿, nasce per offrire uno spazio sicuro dove condividere l’esperienza della malattia e scoprire nuove risorse emotive. Attraverso percorsi individuali e incontri di gruppo, lavoriamo per trasformare il peso quotidiano della sfida in un cammino di consapevolezza e cura.

Per rendere tutto questo possibile e sostenibile nel tempo, contiamo sul supporto di chi crede nel valore di questo ascolto. È in quest’ottica che partecipiamo all’iniziativa Il 𝗗𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮 𝗱𝗶 𝗨𝗻𝗶𝗖𝗿𝗲𝗱𝗶𝘁: 𝘶𝘯’𝘰𝘤𝘤𝘢𝘴𝘪𝘰𝘯𝘦 𝘱𝘳𝘦𝘻𝘪𝘰𝘴𝘢 𝘱𝘦𝘳 𝘱𝘦𝘳𝘮𝘦𝘵𝘵𝘦𝘳𝘦 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘴𝘵𝘳𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘶𝘯𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘤𝘰𝘯𝘵𝘪𝘯𝘶𝘢𝘳𝘦 𝘢 𝘤𝘳𝘦𝘴𝘤𝘦𝘳𝘦 𝘦 𝘢 𝘴𝘰𝘴𝘵𝘦𝘯𝘦𝘳𝘴𝘪 𝘢 𝘷𝘪𝘤𝘦𝘯𝘥𝘢.

Sostenere il nostro progetto attraverso 𝗗𝗼𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮 significa scegliere di non lasciare nessuno solo, trasformando la fragilità in una forza condivisa. Ogni gesto di supporto è un tassello fondamentale per mantenere aperto questo spazio di ascolto, dove ogni persona può raccontarsi in modo autentico, essere riconosciuta e rinegoziare il proprio ruolo nel mondo.

Invitiamo tutti a scoprire la nostra iniziativa cliccando sul link in basso: 𝘂𝗻 𝗽𝗶𝗰𝗰𝗼𝗹𝗼 𝗴𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗵𝗲, 𝘂𝗻𝗶𝘁𝗼 𝗮 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗹𝘁𝗿𝗶, 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗻𝘁𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗻𝗼𝗶 𝘂𝗻 𝗴𝗿𝗮𝗻𝗱𝗲 𝘀𝘁𝗿𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗶𝘁𝗮 𝗲 𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝗻𝘇𝗮.

L'iniziativa scade il 30 giugno 2026!

 

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