Davide, Laura, Paolo, Raffaele, Silvia

Il dialogo che intercorre tra me e i pazienti allievi al teatro Franco Parenti di Milano, Cafè Rouge, nell’ambito di Milano Bookcity sabato 18 novembre 17, porta un titolo non casuale: A Voce forte e chiara!

Atassia A Voce Forte e Chiara

In questa pièce in cui si scherza sulla gap generazionale che produce dimenticanza per i personaggi delle ere precedenti a favore di nuovi talenti meglio reclamizzati da tv e internet, vale a dire i personaggi con cui la sottoscritta ha avuto a che fare come allieva, amica, collaboratrice, collega, i pazienti interloquiscono –a tempo, controllando bene l’apporto respiratorio- con ironia e prosodia coinvolgente.

Il gruppo dei pazienti appartiene all’ AISA (Associazione Italiana per la lotta alle Sindromi Atassiche-sez. Lombardia).

L’atassia è una malattia neurologica rara, gravemente invalidante che interessa gli organi di movimento e compromette le possibilità vocali e linguistiche del paziente. Inoltre, come altre malattie neurologiche dà luogo in alcuni casi anche a stati di abulia e rallentamento cognitivo, accompagnati dall’insofferenza per aver aspettato a lungo qualcosa che sembra impossibile: la guarigione!
Fanno parte di un gruppo più ampio.
Li tratto tutti (tranne Raffaele) da un paio di sessioni.

Davide, che conclude la performance recitando appassionatamente una parodia da me scritta, tratta dal poeta Stefano Benni, Se non ti basta…che io ammiro molto e che sicuramente non se n’avrà a male per aver trasformato nella sostanza una lirica riferita ad un amore mal corrisposto nella malattia ribelle che non vuole abbandonare il malato a nessun costo. Ebbene Davide, un paio d’anni or sono, al primo incontro guardava scettico me e questo nuovo, ennesimo trattamento, a cui sarebbe stato sottoposto. Voce piccola, fioca, apicale che enfatizzava il suo essere intelligente comico e anche un po’ sarcastico. Ora propone una voce con un timbro gradevole, un tono perfettamente chiaro e competitivo (anche troppo!) questo miglioramento vocale ha contribuito al raggiungimento di una certa sicurezza personale ed a far scaturire la grinta necessaria per creare progetti.

In questa pièce in cui si scherza sulla gap generazionale che produce dimenticanza per i personaggi delle ere precedenti a favore di nuovi talenti meglio reclamizzati da tv e internet, vale a dire i personaggi con cui la sottoscritta ha avuto a che fare come allieva, amica, collaboratrice, collega, i pazienti interloquiscono –a tempo, controllando bene l’apporto respiratorio- con ironia e prosodia coinvolgente.

Silvia, solare e positiva da sempre, lavora con costanza, ha un vocal tract più ampio, articola meglio il discorso. Molto soddisfacente.

Laura è una sorpresa. Laura non parlava. I suoi genitori erano piuttosto scettici. Dotata di spirito caparbio e competitivo riesce, nonostante gravi problemi respiratori, a tenere in equilibrio la frase che prepara con cura ed attenzione e a modulare una voce molto gradevole e sonora.

Paolo è diligente, intelligente, nonostante gli handicaps legati all’atassia affronta serenamente il suo percorso rieducativo con buoni risultati dando prova di memoria, concretezza e lucidità. Voce sonora, chiarezza del fraseggio, espressività nell’eloquio. Più che soddisfacente.

Raffaele, attento e positivo, nonostante sia il più anziano di questo gruppetto, è il più giovane di malattia. La voce è ed è rimasta nella norma ma un anno fa, quando venne da me, denotava alcuni problemi disartrici nel linguaggio che, allo stato attuale, risultano decisamente migliorati. Soddisfacente.

 

Ambra Noè, Novembre 2017

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